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IL 3D: UNA TECNOLOGIA VECCHIA 150 ANNI

Sala 3DDal 15 gennaio 2010 le sale cinematografiche italiane sono state invase dall'evento AVATAR, ultimo lavoro dell'ingegnere-regista James Cameron. Un film che si colloca in una fase di cambiamento della fruizione cinematografica per quanto riguarda l'impianto tecnologico, ma anche per quello linguistico. L'avvento del 3D infatti sembra aver conquistato il pubblico di tutto il mondo.

 

E parliamo di una tecnologia che ha più di 150 anni! Più vecchia del cinema stesso.

 

Dai primi esperimenti (l'anaglifo) fatti attorno al 1850 ad oggi, il principio della visione della 'terza dimensione' è rimasto invariato: sovrapporre due immagini e 'ingannare' l'occhio come se si trovasse di fronte ad un oggetto reale.

 

Il cinema, arte che si concede prontamente alla spettacolarizzazione, ha cercato di carpire da subito i segreti per affascinare il suo pubblico (il treno ripreso dai Lumière che avanza verso lo spettatore era in 3D?). E dopo numerosi tentativi (di cui il più celebre è il sistema con due proiettori in pellicola sincronizzati e 'l'occhiale di carta' con una lente rossa e una verde o blu) si è arrivati alle sale IMAX.

 

E la normale sala sotto casa? Anche quella si è evoluta, e ora ci può offrire una proiezione di altissima qualità senza doverci far entrare in un parco divertimenti (con relativo costo): è il 3D digitale stereoscopico.

 

In Italia ne esistono 2 tipologie: quella detta passiva e quella detta attiva. Entrambe consistono nella proiezione di due immagini destinate alla visione dell'occhio destro o sinistro, alternativamente.

 

Nel primo caso, però, la cosiddetta scansione left-right viene data direttamente dal proiettore digitale attraverso un otturatore (che assorbe molta luce) e uno schermo polarizzato, detto 'argentato', che riflette l'immagine compensando la luce assorbita alla fonte. La lente che indossiamo (usa e getta del valore compreso tra 50 centesimi e un euro), non fa altro che limitare la leggera sovrapposizione che ci può essere tra le immagini, al fine di renderle più nitide (ma sempre con un leggero margine di sfocatura).

 

La seconda tipologia, invece, proietta due immagini su di un normale schermo cinematografico bianco (che quindi consente la proiezione anche dei 'normali' film in 2D, sia pellicola che video), lasciando che il 'lavoro' di scansione venga fatto direttamente dagli occhiali (dal costo di circa 50 euro): un dispositivo ad infrarossi, infatti, 'comanda' le lenti attive quasi fossero un piccolo monitor, oscurando quella che non deve mostrare quel che vede l'altro occhio (l'immagine destinata all'occhio destro viene vista solo da quello destro e la lente del sinistro si oscura. E viceversa).

 

Il risultato è maggiore quanto maggiore è la velocità di apertura-chiusura delle lenti, ed in ogni caso la visione è sempre ottimale, in qualsiasi punto della sala ci si trovi. Esistono anche impianti che si collocano a metà tra i due descritti: sistema con occhiale 'passivo' ma con la proiezione su schermo bianco.

 

Il Nuovo Cinema Aquila ha operato una scelta difficile dal punto di vista gestionale ma che dal punto di vista qualitativo risulta assolutamente vincente: il sistema CHRISTIE-NESTRI.

 

CHRISTIE è un costruttore di videoproiettori ormai riconosciuto come leader mondiale. La tecnologia che supporta ha raggiunto un risultato esaltante: vengono proiettati 144 fotogrammi al secondo, suddivisi tra i due occhi, ottenendo una qualità dell'immagine raramente vista.

 

Con gli occhiali NESTRI, poi, distribuiti in Italia da pochissimi mesi, la resa è al passo con la velocità di riproduzione, consentendo all'occhio una visione assolutamente non stancante e brillante (non risulta traccia di sovrapposizione).

 

Gli spettatori che finora hanno assistito alle proiezioni (anche quelli 'abituati' al 3D) sono rimasti estremamente colpiti: la scansione è così veloce che la luce proiettata diminuisce con margini bassissimi. Questo consente di avere proiettori a ridotto consumo energetico e con una brillantezza che, come nel caso di Avatar al Nuovo Cinema Aquila, quasi supera i parametri richiesti dal produttore stesso del film. E restando in tema di compatibilità ambientale, va detto che gli occhiali attivi sono ricaricabili, mentre altri sistemi richiedono il cambio di centinaia di batterie dopo qualche mese di utilizzo.

 

Il solo limite riscontrato finora riguarda il costo della lente: per un cinema può essere estremamente difficile far capire tutto quanto detto finora in pochi secondi, durante l'acquisto del biglietto. Capita quindi che lo spettatore 'tratti' l'occhiale come fosse usa e getta o che, in rari ma spiacevoli casi, tenti e magari riesca a 'portarselo a casa', pensando sia utilizzabile altrove.

 

In realtà occorre sapere che le lenti NESTRI funzionano solo nelle sale con sistema NESTRI (nessun'altra a Roma per ora) e che gli esercenti lo consegnano sempre in prestito per la visione (pulito e sterilizzato).

Ogni altra lungaggine informativa risulta superflua: resta solo il concedersi alla visione. Che come sempre vi auguriamo buona, anzi ottima!

 

 

SPECIFICHE TECNICHE DELL'IMPIANTO 2K CON 3D DEL NUOVO CINEMA AQUILA

Proiettore CHRISTIE CP 2000 M

Digital cinema server QUBE XP D

Sistema 3D NESTRI (sistema di decodifica e rendering di tipo attivo con occhiali ricaricabili)

La parte audio è supportata dal server attraverso un'uscita digitale, 6 convertitori audio analogici collegati al processore DOLBY CP650. Le casse sono tutte JBL serie cinema

Impianti forniti da CHRISTIE EMEA BRANCH OFFICE ITALIA - EHOME ITALIA SERVICE (Milano)

Installazione della DIGITAL VIDEO CINEMA di Daniele Valentini (partner tecnico CHRISTIE italia) (Roma)