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La Seconda Guerra Mondiale nel cinema polacco - IV appuntamento

La Seconda Guerra Mondiale nel cinema polacco - IV appuntamento


Festival Polacco delle Arti UniteNell’ambito del festival Corso Polonia 2009, 4° appuntamento della rassegna
La II guerra mondiale nel cinema polacco
12 novembre 2009 dalle ore 18.30
ingresso libero fino ad esaurimento posti
info: biglietteria 06.70.61.43.90 - www.cinemaaquila.com


Nell’ambito della rassegna “La seconda guerra mondiale nel cinema polacco” (4° e ultimo appuntamento), l’Istituto Polacco di Roma insieme al Nuovo Cinema Aquila invitano alla proiezione di due film dedicati al campo di concentramento di Auschwitz: La passeggera – il celebre capolavoro incompiuto di Andrzej Munk, e un straordinario e unico documentario sulla vita di Wilhelm Brasse, il cui tragico destino fu di fotografare i prigionieri ad Auschwitz. Durante la serata verrà presentato il libro “La seconda guerra mondiale nel cinema polacco”, preparato appositamente dalla curatrice della rassegna Malgorzata Hendrykowska per chiudere il ciclo dedicato alla guerra vista attraverso la cinepresa dei più grandi registi polacchi. I film saranno proiettati in lingua originale con i sottotitoli in italiano. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Per informazioni:
ISTITUTO POLACCO DI ROMA | Palazzo Blumenstihl |via Vittoria Colonna, 1
00193 Roma | tel. 06 36 00 07 23 | fax 06 36 00 07 21 Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo | www. istitutopolacco.it
 
Programma

ore 18.30
Proiezione del film La passeggera di Andrzej Munk con la presentazione del Professore dell’Università di Poznan Marek Hendrykowski, autore di una monografia dedicata a Andrzej Munk

La passeggera (Pasazerka), Pol, 1961-1963, 58’
regia: Andrzej Munk, (film ultimato da Witold Lesiewicz)
sceneggiatura: Andrzej Munk, Zofia Posmysz
fotografia: Krzysztof Winiewicz
musica: Tadeusz Baird
montaggio: Zofia Dwornik
produzione: Zespół Filmowy Kamera
Prix de la critique et l’Hommage de la Jury, Festival del cinema di Cannes, 1964
Premio del Sindacato critici , Festival del cinema di Venezia, 1964

La trama del film si sviluppa su due piani, quello del presente, a bordo di una nave di lusso, e quello del passato, ad Auschwitz. Sul ponte della nave si incontrano due donne, che si erano conosciute in circostanze drammatiche tanti anni fa: la prima (Liza) era sorvegliante capo in un lager, la seconda (Marta) una prigioniera.  Credendo di riconoscere la sua vittima, l’ex ss comincia a raccontare a suo marito quello che era successo. Tratto dal romanzo omonimo di Zofia Posmysz-Piasecka, che collaborò col regista alla sceneggiatura, “La passeggera” è un´opera incompiuta. Munk morì in un incidente stradale durante le riprese, avendo girato unicamente le sequenze ad Auschwitz. La parte contemporanea, di cui furono girati soltanto alcuni frammenti (che corrispondono alla immagini fisse nel film), non fu mai terminata.

Wilhelm Brasse © Bartek Wrzesniowski
Wilhelm Brasse © Bartek Wrzesniowski
ore 20.00
Incontro e presentazione del catalogo dedicato alla rassegna in presenza di:
Malgorzata Hendrykowska - Professoressa all’Università di Poznan, curatrice della rassegna e autrice del libro “La seconda guerra mondiale nel cinema polacco”;
Marek Hendrykowski - Professore all’università di Poznan, autore di una monografia dedicata a Andrzej Munk;
Jaroslaw Mikolajewski, Direttore dell’Istituto Polacco di Roma

A seguire - ore 20.45 (circa)
Proiezione del documentario Il ritrattista di Ireneusz Dobrowolski

Il ritrattista (Portrecista), Pol,  2005, 52’
regia e sceneggiatura: Ireneusz Dobrowolski
fotografia: Jacek Taszakowski
musica: Agata Steczkowska
montaggio: Ireneusz Dobrowolski
produzione: TVP
Gran premio "Srebrny Lajkonik” al Festival di Cracovia, 2007
Grand prix all’International Documentary Film Festival "Humanity in the World", Stockholm, 2007

Il documentario di Ireneusz Dobrowolski racconta la storia di Wilhelm Brasse (vedi foto), fotografo prima della guerra a Katowice, la città in cui viveva. In uno dei primi trasporti, Wilhelm Brasse fu deportato nel campo di concentramento di Auschwitz. Il suo compito, pena la morte,  era di fotografare i deportati in arrivo nel campo di sterminio e di condurre una documentazione fotografica della vita del campo: le riunioni private, informali, degli ufficiali, il lavoro dei prigionieri, gli esperimenti medici. Per quattro anni Wilhelm Brasse fotografò migliaia di deportati,  e malgrado l’ordine dei nazisti di distruggere la sue fotografie all’arrivo dell’Armata Rossa, fu lui a salvare molti negativi che testimoniano oggi delle atrocità commesse. Nel documentario di Ireneusz Dobrowolski, Brasse racconta della paura, dei volti che ancora oggi di notte lo tormentano. Wilhelm Brasse vive ancora in Polonia, ma non ha mai più scattato una foto nella sua vita.