Amore che vieni, amore che vai

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"Amore che vieni amore che vai" canta Fabrizio De Andrè, e così racconta nel suo libro Un amore ridicolo - scritto con Alessandro Gennari. Ed è a questo romanzo che si è ispirato il regista Daniele Costantini per il suo bel film. E spiega: "Di Fabrizio De Andrè, oltre alle straordinarie qualità poetiche e musicali, ho sempre ammirato la grande libertà creativa, l’apertura mentale e culturale, che lo hanno portato, nel tempo, a rischiare, a mettere in discussione il proprio lavoro, collaborando con musicisti e autori tutti di grande personalità, di grande prestigio. Lo stesso senso del rischio, lo stesso sentimento di libertà, lo hanno spinto, nella prima metà degli anni ‘90, a scrivere Un destino ridicolo. Ecco, quindi, che non si è trattato soltanto di adattare un romanzo, ma anche di abbandonarsi alle suggestioni poetiche di alcune canzoni memorabili come Bocca di Rosa, Via del Campo, La città vecchia, Amore che vieni amore che vai. De Andrè ha definito il romanzo come “una favola, di quelle che raccontano i nonni”. Il film vuole essere una favola: una favola di amore e di malavita, ambientata nei vicoli, nei “carruggi”, della Genova del 1963.